Sport e cultura per una migrazione consapevole

Sport e cultura per una migrazione consapevole

Una partita di calcio, una mostra e una proiezione: tre appuntamenti per lanciare un messaggio sui rischi della migrazione irregolare in Marocco.

Nell’ambito della “Campagna di informazione sui rischi della migrazione irregolare” si sono svolti a Béni Mellal, dal 20 al 23 settembre, tre eventi realizzati da Progettomondo per il progetto SafeJourney.

Il progetto, finanziato dall’Unione Europea, è frutto di un partenariato multilaterale tra Progettomondo, l’Istituto Sindacale di Cooperazione allo Sviluppo (ISCOS), il Fondo Andaluso delle Municipalità per la Solidarietà Internazionale (FAMSI) e l’Associazione Nazionale Oltre le Frontiere – Marocco (ANOLF).

Quattro giornate all’insegna dello sport e della cultura per ribadire con forza gli obiettivi del progetto nel contrastare la migrazione irregolare e promuovere nuove vie legali di migrazione ai cittadini marocchini e sub sahariani.

Uno grande sforzo organizzativo che ha visto una grande partecipazione tra la popolazione locale e stakeholder, tutto nel rispetto della normativa anticovid. Il 20 settembre, data di apertura, presso lo stadio di Béni Mellal, si è svolta la partita di calcio “Migrazione irregolare: non farti dribblare“. Al match hanno partecipato l’equipe locale e internazionale, gli animatori di progetto e gli stakeholder. L’incontro è stato preceduto da un breve cerimonia di presentazione tenuta da Concetta Mannino, coordinatrice del progetto.

mostra safe journey

Il giorno successivo è stata la volta della mostra fotografica “I volti della migrazione”, inaugurata alla Maison de la Culture di Béni Mellal ed esposta dal 21 al 23 settembre.
La mostra fotografica è stata l’occasione per ricordare Leila Alaoui, fotografa franco-marocchina morta in un attentato nel 2016. Le sue foto, accompagnate alle immagini scattate durante le attività del progetto, hanno testimoniato la sofferenza di tanti giovani che avendo in mente solo l’Europa si son trovati presto in un circolo di sofferenza ed emarginazione.

L’evento si è concluso il 23 settembre con la proiezione del film “My name is Adil” di Adil Azzab (2016), un lungometraggio sulle difficoltà della migrazione raccontata dal punto di vista di un giovane marocchino che decide di lasciare il suo paese per emigrare in Italia. Un film dalla grande forza emotiva…. in chiusura di una settimana di grande partecipazione, coinvolgimento e scambio.
Qui i momenti salienti della campagna: https://fb.watch/8k7gi8gfsI/

con un simpatico ed esaustivo video! https://www.facebook.com/safejourneymaroc/videos/294536942479758