Haiti, l’isola senza alberi. L’impegno per la protezione ambientale

Haiti, l’isola senza alberi. L’impegno per la protezione ambientale

Haiti, un tempo ricca di rigogliose foreste tropicali, è ormai conosciuta come l’isola senza alberi, la cui deforestazione ha portato alla perdita del 98% della sua originaria copertura vegetale. Haiti è anche tra i 3 paesi più colpiti da fenomeni climatici estremi, aumento delle temperature, precipitazioni atipiche. La gestione sostenibile delle risorse naturali e la prevenzione dei rischi legati ai cambiamenti climatici si rivela dunque una delle principali sfide che il Paese deve affrontare.
La deforestazione ha portato a livelli elevati di erosione dei suoli e all’indebolimento della loro capacità di ritenzione di acqua piovana, aggravando le conseguenze delle inondazioni improvvise causate da cicloni e uragani. Vengono colpite le poche superfici ancora coltivabili con effetti negativi sui principali mezzi di sussistenza delle comunità locali. L’aggravarsi della crisi ambientale ha esacerbato fenomeni quali la perdita di copertura vegetale e di nutrienti del suolo, l’abbassamento della falda acquifera, il prosciugamento delle fonti d’acqua e la perdita dei raccolti e bestiame. La diminuzione dei raccolti causata dai rendimenti sempre più esigui del settore agricolo, ha costretto il Paese a una quasi totale dipendenza dalle importazioni dei beni alimentari essenziali. Questi fenomeni hanno conseguenze dirette sull’insicurezza alimentare che colpisce oggi 4,6 milioni di haitiani (il 45% della popolazione) e sulla malnutrizione dei bambini di età inferiore a 5 anni.
La zona dell’Alta Artibonite è particolarmente vulnerabile agli effetti dei cambiamenti climatici. Un tempo verdeggiante e fiorente, è oggi divenuta un’area semi desertica con livelli di pluviometria tra i più bassi del Paese.
Attraverso il progetto TAGK, finanziato dall’Unione Europea, Progettomondo ha deciso di raccogliere la sfida della gestione sostenibile delle risorse naturali del paese contribuendo agli sforzi nazionali per ridurre la vulnerabilità delle comunità rurali esposte agli effetti negativi dei cambiamenti climatici, proteggere gli ecosistemi e facilitare l’accesso all’acqua.
Nei comuni di Anse Rouge e di Terre Neuve, Progettomondo, negli ultimi 6 mesi, ha promosso attraverso l’approccio del Cash for Work, la riqualificazione di 378 ettari di bacini idrografici con la realizzazione di 152.000 metri lineari di strutture anti-erosive (muretti a secco e mini-terrazzamenti) nei bacini idrici di Colombier e Plaine de l’Arbre. Queste attività sono state accompagnate anche da azioni di riforestazione. Dietro i muretti a secco, sono stati piantati e coltivati filari di alberi da frutta (mangui, agrumi, ananas, banani) e di piante come la moringa e il vetiver con l’obiettivo di rafforzare la protezione naturale dell’ambiente, la produzione frutticola e contribuire alla riforestazione dell’area stessa, riducendo i rischi di inondazione a valle. In totale sono state trapiantate 105.600 piantine prodotte dai vivai comunitari sostenuti da Progettomondo.
In sinergia con le attività di protezione dei suoli, Progettomondo ha sostenuto anche la pulizia e la riabilitazione di canali d’irrigazione e la costruzione di 8 mini dighe collinari con l’obiettivo di aumentare la disponibilità di acqua per le attività agricole e migliorare l’accesso all’acqua per le famiglie che spesso sono costrette a percorrere molti kilometri per trovare una fonte d’acqua, soprattutto in periodo di siccità.

Allo stesso tempo, la nostra Ong accompagna 850 agricoltori sostenendo le filiere agricole ad alto valore nutrizionale come mais, sorgo, patata dolce, fagioli, moringa e garantendo formazioni sui principi dell’agroecologia al fine di promuovere un’agricoltura sostenibile che possa permettere la protezione degli ecosistemi.
Tutte queste attività vedono impegnate in prima persona le comunità locali. Il meccanismo del Cash for Work ha infatti permesso a 1842 persone di avere un lavoro sul breve periodo, acquisire nuove competenze nella protezione ambientale e contribuire in prima persona alla lotta contro il cambiamento climatico, aumentando la disponibilità di suoli coltivabili e riducendo l’insicurezza alimentare. Un impegno diretto, quello delle comunità locali, in linea con la filosofia di Progettomondo: coinvolgere la popolazione beneficiaria dei propri progetti affinché diventi protagonista del proprio cambiamento.