Dalle carceri alla prevenzione della tortura

Dalle carceri alla prevenzione della tortura

Pur lavorando da molti anni nell’ambito della giustizia, non ci siamo mai occupati direttamente come Progettomondo in maniera organica di tortura e trattamenti inumani e degradanti. Operando nelle carceri ovviamente ci siamo imbattuti in casi di violazioni dei diritti e abusi, denunciando i fatti alle autorità competenti e reti della società civile e difensori con cui collaboriamo. Abbiamo quindi trattato e affrontato la tematica in relazione ai casi singoli, senza mai un impegno organico a favore del miglioramento dei meccanismi di prevenzione.
L’aver operato da dentro il sistema penale e in collaborazione con le organizzazioni della società civile e autorità pubbliche che operano nell’ambito giustizia, ci ha permesso di sviluppare una conoscenza diretta delle debolezze del sistema, in particolare in relazione ai meccanismi di denuncia, investigazione forense e anamnesi medica, attenzione legale riferita ai casi di tortura e trattamenti inumani e degradanti.
Nelle prigioni latinoamericane esiste una strutturale condizione di sovraffollamento carcerario che in alcuni paesi è superiore anche al 300%. Condizioni di vita che si qualificano come inumane e degradanti e che si uniscono a deficienze strutturali nella garanzia dei più minimi diritti fondamentali alla salute, educazione, alimentazione, ecc.. Non solo torture e maltrattamenti frutto di una violenza di stato o intracarceraria, che sono in realtà episodi spesso circostanziali e circoscritti, ma violazioni dei diritti che sono diventate strutturalmente parte del sistema e per questo quasi percepite con indulgenza e tacitamente tollerate come inevitabili.
Questa esperienza accumulata abbiamo deciso di metterla al servizio del rafforzamento dei meccanismi nazionali di prevenzione della tortura in due paesi, Bolivia e Honduras, dove operiamo da tempo con programmi strutturati di accesso alla giustizia e promozione dei diritti delle persone private di libertà e in cui possiamo vantare una rete di collaborazione consolidata con autorità pubbliche e della società civile.
Il 25 agosto abbiamo quindi ufficialmente inaugurato il progetto binazionale cofinanziato dall’Unione Europea “Con Buena Razón” e indirizzato al rafforzamento dei meccanismi nazionali di prevenzione della tortura e altri trattamenti inumani e degradanti e al rafforzamento e articolazione delle reti della società civile attive in materia.

Progettomondo, assieme alle istituzioni e associazioni locali partner del progetto, apporterà la sua esperienza nell’ambito del capacity building cercando di articolare le buone pratiche sperimentate a livello interazionale con i contesti specifici locali e promuovendo il suo orientamento tipico trasversale improntato ad un approccio di corresponsabilità di tipo riparativo. Il link si riferisce alla diretta della cerimonia ufficiale virtuale di avvio del progetto per chi sia interessato a capire di più: https://lnkd.in/eQUW929q

Marialuisa Milani,
Responsabile Area Centro America e Caraibi Progettomondo