AMAL, il ritorno che dà speranza

AMAL, il ritorno che dà speranza

AMAL in arabo vuol dire speranza. Ed è questo il titolo scelto per il nuovo progetto di accompagnamento e reintegrazione di migranti marocchini di ritorno dalla Germania e da altri Paesi europei. L’obiettivo? Fare di chi rientra il reale e positivo simbolo del cambiamento.
Tornare nel proprio Paese di nascita e reinsediarsi può rappresentare un passo piacevole per chi ha avuto successo nel sua vita all’estero, ma per altri il ritorno è difficile da vivere, specialmente dopo un’esperienza ritenuta fallita.
Il sentimento di frustrazione è ancora più pronunciato nei migranti che si sentono scoraggiati e delusi, e che reputano il tornare nel loro Paese il dover affrontare di nuovo le stesse difficoltà che li hanno spinti a partire.
Molto spesso questi migranti non pensano che la loro terra di origine possa essere cambiata, migliorata, ed essere diversa dal loro ricordo. Anzi, sono convinti di averla lasciata proprio perché sterile di prospettive.

Progettomondo da anni collabora in Marocco con CIR (Consiglio Italiano per i Rifugiati) e CIS (Cooperazione Italiana Solidarietà) nell’accompagnamento e nell’accoglienza dei migranti di ritorno. Il progetto consiste in un’informazione e in un accompagnamento del migrante di ritorno dall’Italia al paese d’origine e di un incentivo economico per reintegrarsi nel Paese attraverso l’avvio di un progetto lavorativo.
La rabbia e la sensazione di fallimento sono i più grandi ostacoli riscontrati, e molto spesso questa attitudine crea disagio nell’accompagnare accuratamente chi rientra, aggiungendo difficoltà psicologiche a quelle pratiche.
Alla luce della sua esperienza, Progettomondo inizia ora un nuovo percorso.
Il progetto AMAL (Accompagnement des Migrants d’Allemagne (et d’autres pays Europééns) è finanziato dalla GIZ (Agence de Coopération Internationale Allemande), che si impegna nell’accoglienza e nell’accompagnamento alla reintegrazione di 35 migranti di ritorno dalla Germania e 15 dalla Spagna.
Il programma propone di finanziare i beneficiari per assisterli in un reinserimento sostenibile fornendo anche un accompagnamento sociale e psicologico, che richiederà un coinvolgimento a lungo termine degli attori locali.
Tali attori locali saranno animatori che verranno specializzati e formati nel divenire il volto dell’accoglienza per chi rimpatria.
Essi accompagneranno i beneficiari nelle procedure burocratiche e sanitarie; nell’elaborazione di un business plan; e tutto quello che riguarderà il reinserimento socio-economico dei migranti.
Grazie a questo sostegno continuo, gli animatori aiuteranno i beneficiari, passo dopo passo, non solo a reintegrarsi, ma anche a renderli il cambiamento di quel Paese che sembrava apparentemente impossibile da cambiare.